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Partenopeismi

Ritorno al futuro

Abbiamo assistito a fatica a Lazio-Juventus. Il sonno e la noia hanno rischiato seriamente di impossessarsi di noi. A fatica – dicevamo – siamo arrivati alla fine, ma gli ultimi minuti sono miracolosi: noiosissimi ma vibranti.

Quello zero a zero che leggevamo in alto a sinistra del nostro televisore era luce sul buio del non gioco visto in campo.

Quando Dybala la mette dentro abbiamo vissuto qualcosa che faticheremo sicuramente a descrivere: un livello di incredulità misto a dispiacere che quasi mai ha raggiunto livelli così elevati. Siamo rimasti in religioso ma naturale silenzio per qualche minuto. Non chiedeteci cosa abbiamo pensato in quel frangente temporale, forse non sapremmo rispondere.

Mancavano ormai pochi minuti al fischio di inizio di Napoli-Roma e un pensiero gelato si è insinuato nella nostra mente: se il Napoli accusasse il colpo come lo abbiamo accusato noi correrebbe davvero il rischio di giocarla sottotono.

Ma il pronti-via ci smentisce, Insigne la mette dentro e i fantasmi apparsi sembrano solo frutto della suggestione. Purtroppo il trascorrere dei minuti fa risorgere i nostri timori. Il Napoli non è il solito, la ragnatela che di solito cuce il gioco degli azzurri sembra sfilacciata, ma ciò nonostante le occasioni fioccano e ci pensa il solito Alisson a sventarle.

Il resto è amaro per il palato di tutti i napoletani. Gli uomini di Sarri non riescono a capitalizzare l’impegno profuso ed arrestano la loro favolosa corsa dinanzi ai colpi di Dzeko, Under e Perotti proprio a poche dall’incredibile ed immeritata vittoria della Juventus sul campo della Lazio.

Adesso gli uomini di Allegri sono ad un solo punto dagli azzurri ed hanno da recuperare la gara con l’Atalanta sospesa per impraticabilità del campo.

Addio al sogno scudetto? In tantissimi adesso direbbero di si. In tanti lo dicevano finanche prima della gara persa di stasera.

Noi diciamo di no. E lo asseriamo dall’alto delle nostre conquiste: innanzitutto la qualità di gioco indottrinato da Maurizio Sarri, continuo, perpetuo, sovente devastante. Ma anche da qualcosa che stasera ci ha profondamente commosso: vedere al termine della gara tutto il pubblico del San Paolo in piedi per tributare un lunghissimo applauso agli azzurri nonostante la sonora sconfitta, è stata una enorme dimostrazione di maturità e progresso culturale ma anche un gesto di grande riconoscenza nei confronti della squadra. Il tifoso azzurro vede e apprezza. Finalmente.

Il Napoli deve dunque ripartire da quei commoventi minuti post-gara, dalle lacrime di dolore dei giovanissimi tifosi che un minuto dopo erano lì a sostenere a squarciagola tutti i calciatori azzurri.

L’innominabile – che da stasera lo è ancor di più – lo si accarezza ancora.

Per stringerlo forte bisogna vincere sempre. Anche a Torino il 22 aprile.

“Più di tutto mi ricordo il futuro” – Salvator Dalì.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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