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Comunicazione

Uno contro tutti

La domanda è: perché?

Perché il Calcio Napoli si impegna, purtroppo anche con esilarante successo, affinchè si creino frizioni e disaffezione?

Gli episodi sono innumerevoli, continui e costanti.

Una sorta di inarrestabile frana che travolge tutto e tutti ma non preoccupa affatto chi l’ha generata.

Nelle ultime ore altri due episodi.

Lo sconto applicato per assistere alla partita con l’Espanyol sa di affronto e, chi lo ha applicato, non può non saperlo.

L’appeal di queste garette pre-campionato è crollato, precipitato, inabissato.

La visione a pagamento le ha completamente svuotate di interesse.

Anche i tifosi più incalliti, quelli che a tutti i costi negli anni passati hanno voluto assistere di qualsiasi performance degli azzurri, stanno desistendo.

Che significato ha, dunque, lo sconticino applicato?

Può mai essere una mossa incentivante uno sconto di 70 centesimi?

E’ plausibile che il club di Aurelio De Laurentiis non capisca che una mossa simile irretisce piuttosto che incentivare?

Fatichiamo a crederlo.

Anche in virtù del fatto che, visti i fatti, gli introiti societari frutto di questa campagna di vendita del prodotto rasenta il ridicolo per quanto è esigua.

E allora perché si insiste? Perché non ci si interessa minimamente a quella che è una vera e propria deriva della coesione e dell’unità di intenti?

Fatichiamo a capirlo.

Così come non capiamo come possa una società di calcio permettersi di parlare solo con la parte di stampa che reputa degna.

Il Napoli teme la stampa nemica e, viceversa, si apre a quella amica?

Se i termini della discussione sono questi si parte da presupposti del tutto sbagliati.

Il Napoli parli, si apra, si esponga, risponda alle domande.

Pensi a fare questo e a farlo correttamente. Con tutti gli addetti ai lavori.

Poi saranno i lettori a stabilire chi è meritevole di essere letto o meno.

Saranno i lettori a selezionare i lavoratori della comunicazione seri da quelli che strumentalizzano le dichiarazioni raccolte.

Le discriminazioni non le si può accettare.

Sentire il capo della comunicazione definire agguato il tentativo di un giornalista di porre domande è qualcosa che fa davvero rabbrividire.

La nostra non è pignoleria linguistica.

La comunicazione è una cosa seria, soprattutto quando ad utilizzarla è un club come il Napoli che destina la propria produzione verbale a milioni di persone.

E allora perchè questi strafalcioni?

Casualità? Incapacità? Volontà?

Non lo sappiamo.

Ma sappiamo che tutto rimarrà in piedi solo fin quando i risultati saranno dalla parte del club.

Cosa accadrà quando il Napoli incapperà in una stagione negativa?

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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