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Partenopeismi

Rivoluzione o silenzio

Sembra incredibile ma esiste qualcosa di peggiore degli errori arbitrali.

Cosa? L’accettazione passiva di essi.

Noi nemmeno li evidenziamo più. Nemmeno ne parliamo più.

Motivo? Facciamo prevalere la coerenza.

Potremmo accodarci al treno di addetti ai lavori e tifosi che, oggi, etichetta come scandalosa la prestazione di ieri dell’arbitro Valeri.

A cosa servirebbe farlo?

Ad aggiungere alle infinite domeniche già vissute l’ennesima dose di intossicamento?

A lamentarsi per l’ennesima volta?

A rendere più corposo il cumolo di lagna e insoddisfazione che regna in tutti i fruitori del gioco del calcio?

Si, sicuramente servirebbe a tutto questo.

E alla risoluzione del problema? Servirebbe?

Assolutamente no.

Ed è questo il motivo per cui per noi è diventato un non argomento.

Il gioco è questo. Le regole sono queste. E non le abbiamo fatte noi.

Il Napoli partecipa a questo campionato, con queste regole, con questi scempi, con queste imparità, con queste iniquità.

Il VAR è vero che ha introdotto delle teorie interessanti, spesso concretizzate in errori corretti che hanno finito per far sbagliare meno i giudici di questo gioco.

Ma è anche vero che, quando ha sbagliato, ha gettato su questo gioco ombre ben più inquietanti di quelle che prima sussistevano.

Il Napoli si ribella? Assume posizioni serie? Intraprende iniziative concrete affinchè di domenica in domenica non si sia obbligati a subìre passivamente il puntuale torto arbitrale?

No, non lo fa. Accetta le regole del gioco. Le accetta tutte, compreso quelle ingiuste. Compreso quelle nate per migliorare ma che alla fine rendono ancora più inspiegabili errori palesi, meglio definirli orrori.

E allora perché dovremmo evidenziarli noi?

Perché dovremmo accodarci al treno delle proteste sterili e inconcludenti che affollano i salotti degli inappagati ma disarmati fruitori?

Se, dapprima le parti in causa (e ci riferiamo alle società) a seguito di momentanee sbraitate, riassumono posizioni blande ed accondiscendenti, a cosa servirebbe evidenziare, per l’ennesima volta, qualcosa che non funziona?

Noi siamo per le soluzioni.

Quindi, o rivoluzione vera oppure, meglio tacere.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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