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Comunicazione

Prova di maturità

Non ci riferiamo a quella che il Napoli si appresta a giocare oggi pomeriggio contro l’Udinese.

Gara di fondamentale importanza, sia chiaro. Non vogliamo essere fraintesi.

Ma gli azzurri, ad oggi, non hanno bisogno di dimostrarsi maturi, lo hanno già fatto, inanellando ben dieci vittorie consecutive in campionato, nonostante avesse, comunque, dovuto affrontare e superare defezioni importanti.

Ci riferiamo a quella che deve affrontare la gente di Napoli, oggetto inconsapevole di una subdola strumentalizzazione di massa.

Il Napoli vola. Vola in campionato, vola in Champions.

Il Napoli sorprende, meraviglia. Il Napoli fa paura.

Fa paura soprattutto a chi era abituato a vederlo nelle retrovie o, al massimo, affacciarsi, timoroso e puntualmente perdente sul finale, al balcone dei trofei che contano davvero.

Cosa ci fa il Napoli lassù?

E soprattutto, cosa ci fanno le vere big del campionato italiano rispettivamente ad otto, dieci e undici punti dagli azzurri?

Uno scenario inverosimile per qualcuno, incredibile per chi ha a cuore le sorti del club di Aurelio De Laurentiis.

Il Napoli lì è una stortura.

E’ un qualcosa che rompe la prassi. E’ un qualcosa che destabilizza. Ma è anche un qualcosa di tremendamente bello.

Ed è un qualcosa che, diversamente dal passato, persiste, perdura.

Gli ultimi episodi arbitrali in casa juventina hanno spaventato parecchio chi, come noi, ha sempre anteposto l’aspetto emozionale a quello delle congetture.

Ma non sono stati gli unici.

Perché la stampa nazionale continua a snobbare gli azzurri?

Perché le imprese sportive del Napoli hanno un peso infinitamente inferiore agli stenti delle squadre abituate a vincere che, in questa fase, vivono una crisi profonda?

Perché generare una confusione totale rispetto alle regole arbitrali in maniera tale da dividere l’opinione pubblica al punto da non riuscire a scindere una lettura veritiera da una errata?

Perché un mal di schiena (che esiste) si lascia sorpassare in termini di popolarità e diffusione mediatica da uno shock emotivo (che è esistito) reso insuperabile come il più drammatico e nefasto degli eventi?

Perché proprio in questi giorni qualcuno ha ben pensato di diffondere la notizia di un interesse della Juventus per Luciano Spalletti?

Perché proprio ieri, a ridosso della partita con i friulani, l’automobile del difensore Bijol dell’Udinese è stata imbrattata?

Ci poniamo delle domande.

Noi non diamo risposte, diamo consigli:

La gente di Napoli, che sta già dimostrando una maturità mai vista prima, deve essere più forte di tutto e tutti.

Non deve cadere in trappole, deve disinteressarsi a tutto ciò che non è campo, non deve alimentare spifferi di inciuci che rischiano di diventare uragani.

Il rischio di essere travolti c’è. Il pericolo è subdolo ma presente.

Abbiamo un nemico in più. Ma possiamo battere anche lui.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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