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Politica Calcistica

Illogico e ingiusto

Il comunicato emanato dal Ministero dell’Interno, ormai, lo conosciamo tutti:

“ln considerazione della gravità degli episodi di violenza avvenuti l’8 gennaio scorso lungo l’A1, all’altezza di Arezzo, e del concreto pericolo che tali comportamenti possano ripetersi, con conseguenti rischi di grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo aver preso atto delle valutazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, ha disposto la chiusura, per due mesi da oggi, dei settori ospiti degli stadi dove le società sportive SSC Napoli e AS Roma disputano gli incontri in trasferta. 

Per due mesi è stata anche vietata la vendita di biglietti per l’accesso ai medesimi impianti sportivi e per gli stessi incontri nei confronti delle persone residenti nelle province di Napoli e Roma”.

Le gare in questione sono quelle sui campi di Salernitana, Spezia, Sassuolo ed Empoli.

In merito a quanto interessa i tifosi azzurri residenti nella provincia di Napoli, il messaggio è chiaro e duro: non potranno, in nessuna maniera, recarsi a vedere la propria squadra del cuore nei prossimi due mesi.

A questa categoria di tifosi è vietato tutto. Si resta a casa.

Ai tifosi del Napoli che, invece, risiedono in altre province, comprese quelle campane (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno), oltre, naturalmente, a tutte le altre province italiane, è concesso di acquistare qualsiasi tagliando, di qualsiasi settore, tranne quelli di solito riservati agli ospiti in quanto, come detto precedentemente, settori che rimarranno chiusi.

In buona sostanza, ad esempio, un tifoso del Napoli residente nella provincia di Caserta, può tranquillamente acquistare un tagliando di qualsiasi settore per andare a vedere la gara Sassuolo-Napoli.

Si siederà tranquillamente accanto ai tifosi del Sassuolo e assieme a tanti altri tifosi del Napoli, residenti nelle più svariate province italiane (tranne Napoli).

Risultato?

Migliaia di persone perbene residenti nella provincia di Napoli costretti a rimanere a casa, trattati come delinquenti, discriminati e giustamente frustrati e arrabbiati.

Negli stadi scenario delle gare – invece – settori ospiti chiusi e migliaia di tifosi, di entrambe le fazioni, comodamente seduti uno accanto, con l’esilarante risultato di innalzare vertiginosamente il rischio di zuffe ed incidenti.

La domanda è semplice, banale, addirittura offensiva nei confronti dell’intelligenza di chi l’ha prodotta:

Quale è il senso di un provvedimento simile se, non solo si penalizza gente che non ha colpa alcuna ma, al tempo stesso, si creano presupposti pericolosi rispetto al rischio incidenti?

Viviamo un momento di esilarante altruismo per cui, volentieri, spendiamo due parole anche a favore di chi, qualora ne avesse l’intenzione, è pronto a strumentalizzare il nostro sfogo facendolo passare per l’ennesimo piagnisteo napoletano: avremmo detto le stesse e identiche cose se la privazione l’avessero subita i tifosi della Sampdoria, dell’Atalanta, del Verona o del Cagliari.

L’avremmo definita, in ogni caso, una grave forza di discriminazione sociale, di repressione della libertà umana e una palese incapacità di canalizzare il provvedimento esclusivamente verso chi li meriterebbe.

Tutti i napoletani sono indignati. Ma, forse, lo sono tutte le persone perbene, a prescindere per quale squadra facciano il tifo.

A fare da eco alle nostre parole, un comunicato duro, totalmente condivisibile, quello emanato da U.A.N.M che, con orgoglio, unisce Club Napoli sparsi in tutto il mondo:



Alla cortese attenzione del Ministero dell’Interno
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive
E per conoscenza:
al Ministro dello Sport
alla Federazione Italiana Gioco Calcio
alla S.S.C. Napoli
al Codacons – Coordinamento delle associazioni per
la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei
consumatori
agli Organi di Informazione tutti

Egr.i,
con la presente in riferimento all’oggetto, ci pregiamo scrivervi in rappresentanza di migliaia di tifosi dei Club Napoli nel Mondo.
Dopo i fatti di domenica 8 gennaio, ormai noti a tutti, dai quali ci dissociamo condannandoli nella loro interezza, è arrivata la decisione del Ministro: trasferte vietate per due mesi ai tifosi azzurri e conseguente chiusura dei Settori Ospiti.
Un provvedimento che ha una logica esclusivamente punitiva, che non affronta il problema e che non tende a una soluzione.
Per fatti accaduti a centinaia di chilometri da uno stadio di calcio, i cui responsabili sono stati identificati come tifosi, sono puniti tutti i supporters azzurri, anche quelli che nulla hanno a che fare con episodi di violenza, ma che seguono la squadra del cuore per pura passione sportiva.
Dunque, tutti colpevoli per il Ministro.
Colpevolizzare un’intera tifoseria piuttosto che andare ad individuare i veri ed unici responsabili dei gravi fatti commessi l’8 gennaio u.s. ingenera nella detta tifoseria, tra quelle con il maggior numero di sostenitori in tutto il mondo (oltre sei milioni) uno stato di malessere misto ad un sentimento di ingiustizia sociale.
Tutto ciò senza considerare le problematiche che potrebbero essere generate dalla decisione di chiudere il settore ospiti.
I tifosi del Napoli sono residenti, in migliaia e migliaia, in tutte le città d’Italia. Veramente pensate che la chiusura del Settore Ospiti possa in qualche modo fermarli? Soprattutto in questo momento storico, di grande euforia per loro, veramente pensate che rinunceranno a seguire la loro squadra del cuore nelle città dove il Napoli giocherà? Una marea di tifosi partenopei residenti fuori Campania sono pronti ad acquistare i biglietti negli altri settori, mischiandosi ad altrettante migliaia di tifosi locali, creando così una bomba ad orologeria per quanto concerne l’ordine pubblico che a quel punto diventerebbe ingestibile ma soprattutto incontrollabile.
Non basta.
Tale stato dei fatti metterebbe a repentaglio, tra l’altro, anche l’incolumità di coloro che dovranno salvaguardare lo stesso ordine pubblico.
Ci chiediamo: a cosa serve la tessera del tifoso se poi non se ne tiene conto e la si delegittima con un provvedimento che di fatto annulla totalmente la sua valenza?
Noi difendiamo il nostro diritto alla libertà di partecipare con la nostra passione e sportività a semplici manifestazioni sportive, perché tali sono le partite di calcio.
Noi siamo contrari a qualsiasi provvedimento che limiti la libertà di persone che non hanno alcuna colpa. Non si può punire chi non è responsabile!!!!
Noi siamo contrari all’ennesimo provvedimento pastrocchio che vuole solo dare un segnale di attivismo e immagine ma che non ha una valenza di equità e giustizia.
Non siamo noi tenuti, non avendone le competenze, ad offrire una risoluzione del problema, ma auspichiamo in un immediato ritiro del provvedimento che riteniamo inapplicabile dal punto di vista della giustizia sportiva oltre che iniquo dal punto di vista della giustizia amministrativa.
Tutto ciò perché vinca lo sport e si dia la possibilità ai tifosi del Napoli corretti, che sono la quasi totalità e che da questi fatti sono totalmente estranei, di poter scegliere o meno di assistere dal vivo alle sorti della propria squadra del cuore nel “Settore Ospiti” a loro destinato, in totale sicurezza, nel rispetto delle norme e regolamenti vigenti.
In attesa di un tempestivo e positivo riscontro alla presente, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

Il Presidente UANM
Bruno Magliano

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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