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Campo

Eliminati

La Cremonese vola ai quarti di finale di Coppa Italia.

I lombardi propongono un 3-5-1-1 coraggioso. Tre centrali di difesa e due sguscianti esterni di centrocampo, entrambi mancini, ai lati di tre muscolari nella parte centrale del campo.

Okereke libero di spaziare alle spalle dell’unica punta, Ciofani.

Spalletti osa, cerca di dar forma agli esperimenti turchi: gioca Meret, lasciando fuori Sirigu con la testa (e forse qualcosa in più) a Firenze.

Linea a quattro di difesa dinanzi alla quale agiscono Ndombele e Gaetano.

Batteria di trequartisti (Elmas, Raspadori e Zerbin) alle spalle di Simeone.

Nei primi minuti, in un ventoso Maradona svolazza la voglia cremonese, propositiva e coraggiosa. Il Napoli cerca di organizzarsi ma la manovra non è fluida.

Qualcuno già definisce discutibile la scelta di Spalletti di cambiare tanti uomini. Sembra di rivedere Napoli-Lecce de 30 agosto scorso.

Le scelte del tecnico azzurro passano da discutibili a scellerate quando, al minuto 18°, la Cremonese passa in vantaggio. Contropiede dei lombardi, svarione azzurro e vincente inserimento del disabituato Pickel.

Il Napoli sembra monco di qualcosa e il pezzo mancante sembra di origini slovacche.

Né Ndombele né Gaetano hanno le sue caratteristiche e ci sentiamo di dissentire dalla spallettiana visione di considerare il ragazzo di Cimitile idoneo alla causa.

Gaetano è una mezz’ala. La tendenza è quella di guadagnare metri, di proporsi in fase offensiva, non quella di venire incontro a chi propone gioco dalle retrovie e velocizzare il gioco con fulminee letture.

Il gioco prodotto da un simil- Lobotka è posizionale, è ottico, è mentale più che fisico. Bisogna capire dove mettersi per smistare piuttosto che andare e ricevere.

Nella fase di non possesso palla le cose che emergono sono ancor meno incoraggianti: Il cadenzato e flemmatico passo di Ndombelè è compensato maluccio dal suo clone di reparto.

Ciononostante, il francese è tra i migliori del primo tempo.

L’inghippo in mediana non consente i giusti rifornimenti sulla trequarti ed il primo a pagarne le conseguenze è un Raspadori che si spegne piano piano.

Juan Jesus riacciuffa comunque il pareggio in mischia, un pareggio che accompagna il Napoli fino all’intervallo.

La ripresa non vede cambi negli uomini ma nelle posizioni: Elmas sbarca a sinistra e Zerbin sull’out opposto.

I ritmi della gara non sono entusiasmanti, ma va bene così. Conta qualificarsi, anche o, forse soprattutto, con il minimo sforzo, vista la follia dei calendari e di chi li ha stilati.

Fino al minuto 62° da segnalare solo un bruttissimo intervento di Sernicola su Zerbin che non evita alla imperfetta Maria Sole Ferrieri Caputi di tornare a casa con qualche imprecazione di troppo nelle orecchie e nella memoria.

Al 65° Spalletti invecchia il Napoli.

Fuori il nervoso e ammonito Zerbin, l’indisciplinato Gaetano e il mai innescato Raspadori e dentro Lobotka Politano e Anguissa.

Gli azzurri con il 4-3-3 ritrovano compattezza e identità ma non pericolosità.

La gara scorre via lenta ma veloce. Al minuto 85° Elmas lascia spazio a Zielinski.

E quando sembra finita, ad una manciata di minuti dalla fine, Felix su splendido cross dalla destra di Zanimacchia, insacca. Spettatori non paganti Kim e Bereszynski.

La rete subita a difesa schierata è un cazzotto nell’occhio che porta dritto ai supplementari.

Al minuto 102° è costretto ad alzarsi dalla panchina anche Victor Osimhen, a fargli spazio un ottimo Ndombele.

Il Napoli passa al 3-5-2. Il solo profumo di Osimhen spinge la palla ad un passo dalla rete avversaria difesa da Carnesecchi: sullo sviluppo di una punizione il nigeriano colpisce ottimamente di testa, Carnesecchi respinge ma lo fa facendo carambolare il pallone sui piedi di Simeone che colpisce ma la palla accarezza sia palo che traversa tornando in campo.

Il risultato non cambia, nonostante la pressione del Napoli.

Politano al 114° ha l’occasione ma la spreca.

Osimhen al 119° fa molto meglio ma la sua incornata fa la barba al palo.

I centoventi minuti finiscono cosi, in parità.

Ai rigori un Napoli così così e una Cremonese stoica.

Sulla palla tutti cecchini infallibili fino a che, la qualità non si trasforma in eliminazione.

In uno stadio deluso e piovoso cadono anche le lacrime di Lobotka, ma non le speranze del Napoli di continuare la sua galoppata nelle rimanenti competizioni.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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